“La piccola posta” di Franca e Alberto

“Piccola posta” di Steno – con Franca Valeri, Alberto Sordi, Peppino De Filippo, Memmo Carotenuto, Nanda Primavera, Anna Maria Pancani, Amalia Pellegrini (Italia, 1955)

La Piccola Posta del titolo, si riferisce alla rubrica omonima di una rivista femminile, tenuta dalla finta contessa polacca Lady Eva (Franca Valeri), che risponde alle missive inviatele da donne di ogni tipo ed estrazione sociale, dispensando utili consigli per situazioni che la vita riserva loro. La rubrica in questione, conquista sempre più consensi, con le donne che, ammaliate e affascinate dai modi (all’apparenza) nobili che la dama dell’Est propone verso loro, affabulandole con un linguaggio colto e aristocratico e inventando anche neologismi all’occorrenza, inducendole a farle sognare di avere vite migliori. Tra le donne soggiogate da Lady Eva vi è una ricca signora ottantenne che, su suo consiglio, decide di trasferirsi in una casa di riposo, il cui fondatore e responsabile, il barone Rodolfo Vanzino Castefusano d’Arezzo (Alberto Sordi), è in realtà un perfido profittatore che pensa solo ad estorcere denaro alle anziane, quanto indifese, signore con metodi autoritari e militareschi. Entrambi i personaggi di Lady Eva e del barone, dall’altisonante quanto improbabile nome, sono lo specchio della perfidia e della furbizia che regna subdolamente nella società, pronta ad emergere quando le situazioni si fanno allettanti. Franca Valeri (sempre perfetta nella sua comicità sarcastica) attinge dalle nobildonne quel senso di superiorità morale che i titoli nobiliari conferiscono, ma in realtà dietro questa parvenza si cela solo un’approfittatrice sia nei confronti delle donne, sia nei confronti degli uomini (soggiogandoli per estorcere i loro beni). Altrettanto fa Alberto Sordi, che utilizza al meglio il suo registro imitando la perfidia e furbizia tipicamente italica, con questo personaggio finto nobile (con nome forse preso in prestito e leggermente storpiato dal regista del film stesso – barone Vanzino – Stefano Vanzina -). La coppia d’attori dimostra che le commedie italiane del dopoguerra, erano molto divertenti e garbatamente irriverenti, e mettevano a nudo tutto il substrato sociale che c’era allora e che purtroppo c’è ancora oggi, senza però mai scadere in un linguaggio scurrile per strappare risate, ma semplicemente enfatizzando l’uso di tic e comportamenti, descrivendo gli usi e i costumi della società in cui vivevano. Un perfetto mix di humor nero e leggero che ne fa un film pregevole, forse dimenticato, perché poco trasmesso dalle tv generaliste e non, ma che nulla ha da invidiare ad altre commedie più famose, forse perché più tramesse.

Federico Casamassima

“Piccola posta” (italia, 1955) – scene dal film

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *