“Carnage” in salsa Polanski

“Carnage” di Roman Polanski con Jodie Foster, Kate Winslet, Christoph Waltz, John C. Reilly (Francia, Germania, Polonia, Spagna – 2011.)

In un tranquillo giorno di sole, in un parco di Brooklyn si svolge l’antefatto da cui scaturirà tutto il prosieguo del film: due adolescenti si scontrano fisicamente e dove uno dei due ne rimarrà offeso con due denti rotti, colpito da un bastone. Eccoci quindi nell’appartamento della “vittima” e dei suoi genitori, la pacifista e radical Penelope (Jodie Foster) e Michael Longstreet (John C. Reilly) marito accondiscendente quasi in tutto,  che invitano gli altri due genitori del figlio violento Alan (Christoph Waltz) e Nancy Cowan (Kate Winslet) entrambi molto presi e stressati dal proprio lavoro, e cercano di essere concilianti e mediare la situazione senza che ci possano essere ripercussioni future tra i due giovani. Inizialmente sembra che tutto si svolga in una calma (apparente), con sorrisi e apprezzamenti vicendevoli tra le due coppie. Ma man mano che si cerca di mediare, un incidente sconvolgerà tutto: la nausea di Nancy provocherà un conato di vomito sui preziosi libri vintage di Penelope. Iniziano ad emergere le differenze nette tra loro, sia sociali che caratteriali, sia tra le coppie e sia tra di loro, si paleseranno così tutte le ipocrisie sempre rimaste celate nella vita di tutti i giorni ma pronte ad emergere. I convenevoli iniziali sembrano un lontano ricordo, vengono formulate accuse reciproche sull’educazione dei figli e sul senso esistenziale della vita, ognuno colpevolizza l’altro. Le “maschere” caratteriali e sociali cadono sotto il più banale dei problemi, il massacro e lo sproloquio verbale dei quattro accresce con l’alcool, inizialmente offerto per riappacificare la situazione. L’arena di un appartamento newyorkese è il luogo perfetto dove si compie la “tragedia”, ovvero la subdola realtà  come “farsa”, in un crescendo fino allo sfinimento verbale e fisico (i quattro protagonisti ormai deboli ed ebbri per aver bevuto copiosamente tutta la bottiglia di un pregiato whiskey) annullano le differenze apparenti dell’inizio dell’incontro. Il perbenismo apparente si frantuma con l’egoismo e il rancore dei protagonisti. Un microcosmo interno dove tutto fuoriesce, proprio come nell’altro microcosmo del parco, dove i due adolescenti avevano litigato. In poco meno di 90 minuti tutto è condensato magistralmente. Una realtà vista nel dettaglio è sempre contorniata da problemi piccoli o grandi che siano. Roman Polanski segue con l’occhio freddo della cinepresa, in modo maniacale, come fosse un reportage di guerra, appunto la realtà stessa, andata in scena,  in un appartamento di New York. Il film è basato sull’opera teatrale Il Dio del massacro della drammaturga e scrittrice francese Yasmina Reza.

Federico Casamassima

“Carnage” – Trailer (2011)

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